AlphaFold e Rosetta: Come l'Intelligenza Artificiale Rivoluziona la Scoperta della Struttura delle Proteine
AlphaFold e Rosetta sono due strumenti all'avanguardia utilizzati per predire la struttura tridimensionale delle proteine a partire dalla loro sequenza di amminoacidi. Vediamoli uno alla volta e poi approfondiamo perché questa predizione è così cruciale.
🔬 Cosa sono AlphaFold e Rosetta?
AlphaFold
Sviluppato da: DeepMind (una società di Google).
Tecnologia: Intelligenza artificiale, in particolare reti neurali profonde.
Obiettivo: Prevedere con alta precisione la struttura 3D di una proteina dalla sola sequenza.
Risultati: Nel 2020 e 2021, AlphaFold ha raggiunto risultati rivoluzionari, risolvendo strutture che la scienza cercava di determinare da decenni.
Open source: DeepMind ha rilasciato pubblicamente sia il codice che un enorme database con le strutture di milioni di proteine predette.
Rosetta
Sviluppato da: Università di Washington, guidato da David Baker.
Tecnologia: Modellazione computazionale, inizialmente basata su regole fisiche, oggi include anche metodi di machine learning.
Funzionalità: Rosetta non solo predice strutture proteiche, ma può anche progettare nuove proteine (protein design), e simulare il comportamento molecolare.
🧬 Perché è importante conoscere la struttura di una proteina?
La struttura determina la funzione. Ecco perché:
Funzione biologica: La funzione di una proteina (ad es. enzima, recettore, trasportatore) dipende dalla sua forma 3D.
Malattie: Errori nella struttura (mutazioni) possono causare malattie genetiche (es. Alzheimer, Parkinson, fibrosi cistica).
Farmaci: Sapere la struttura permette di progettare farmaci che si legano in modo specifico alla proteina (es. inibitori enzimatici).
Biotecnologie: Strutture note aiutano a progettare nuove proteine con funzioni utili, ad esempio enzimi per degradare plastica o produrre biocarburanti.
Video YouTube: Cosa sono AlphaFold e Rosetta e perché hanno vinto il premio Nobel per la chimica. https://youtu.be/L7Ia3lO7XVM?si=RJlhg3cStfOYs7-a

La "disperazione dell’Io diviso" è un concetto centrale nella filosofia di Søren Kierkegaard, specialmente nella sua opera "La malattia mortale" (Sygdommen til Døden, 1849).
Si tratta di una riflessione esistenziale e psicologica sul conflitto interiore dell’essere umano. Vediamolo passo per passo.
🔍 Cos’è l’"Io diviso"?
Per Kierkegaard, l’"io" non è qualcosa di stabile o dato, ma è una relazione:
> “L’io è una relazione che si relaziona con sé stessa.”
In parole semplici:
L’essere umano non è semplicemente se stesso: è in tensione tra ciò che è già e ciò che dovrebbe diventare.
È un equilibrio fragile tra:
Finitudine (corpo, limiti, società)
e Infinitudine (desiderio, libertà, spirito)
Questa tensione genera disagio, perché siamo sempre in bilico tra:
Il mondo materiale che ci trattiene
E l’anelito a qualcosa di più grande, infinito, spirituale.
😔 Cos’è la disperazione, allora?
Kierkegaard chiama “disperazione” ogni stato in cui l’io si rifiuta di essere se stesso, o non riesce a diventarlo.
> È la malattia dell’anima: non una crisi emotiva passeggera, ma una condizione esistenziale profonda.
Esistono diversi tipi di disperazione, ma tutte nascono da una frattura interna: l’io diviso.
💥 Le 3 forme di disperazione (semplificate)
1. Disperazione dell’ignoranza (non sapere di avere un’anima)
L’io vive superficialmente, nei piaceri, nel lavoro, nel successo.
Non sente il disagio perché non sa nemmeno chi è.
È disperato senza saperlo.
2. Disperazione del non voler essere se stessi
L’individuo si rifiuta di accettare la propria natura profonda, i propri limiti, il bisogno di senso.
Si rifugia in maschere, ruoli sociali, illusioni.
3. Disperazione del voler essere se stessi senza Dio
Qui l’io è consapevole di sé, ma vuole autodeterminarsi assolutamente, rifiutando ogni dipendenza.
È la forma più acuta: l’uomo vuole essere il proprio dio, ma non può reggere il peso di sé.
➡️ Questa è la disperazione che più interessa Kierkegaard: l’orgoglio disperato dell’uomo moderno.
🔄 In sintesi: cos’è l’"io diviso"?
È il conflitto tra:
Chi siamo (fragili, finiti)
e Chi vorremmo essere (infiniti, liberi, completi)
Quando non riconciliamo queste due parti, cadiamo nella disperazione:
> O viviamo nella falsità, o ci spezziamo cercando di salvarci da soli.
Per Kierkegaard, solo la fede autentica, cioè la relazione con Dio, può sanare questa divisione:
> Non spegne l’angoscia, ma la redime.

"Toute le malheur des hommes vient d'une seule chose, qui est de ne savoir pas demeurer en repos dans une chambre."
("Tutta l'infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: dal non saper restare tranquilli in una stanza.")
- Blaise Pascal, Pensieri (Pensées) 1656 -1662
📚 Contesto filosofico
Questa riflessione è tratta dai "Pensieri" (Pensées), l’opera incompiuta di Pascal dove esplora la condizione umana, la fede e la ragione. Pascal era profondamente religioso e si interrogava sulla miseria e la grandezza dell'uomo.
🧠 Significato
La frase esprime una verità esistenziale:
> L’uomo è incapace di stare fermo, solo con sé stesso, senza cercare distrazioni.
Questa incapacità porta guai, infelicità e inquietudine, perché:
La solitudine obbliga a confrontarsi con la propria condizione, le proprie fragilità, la morte, il senso della vita.
Per evitarlo, l’uomo cerca intrattenimenti: guerre, chiacchiere, viaggi, lavoro, piaceri… tutto pur di non restare in silenzio con sé stesso.
Questo "fuggire da sé" genera una vita superficiale, inquieta, spesso colma di dolore e insoddisfazione.
La virtù è premio a se stessa.
- Seneca
Epigenetica 😎
📚 Cos’è l’epigenetica?
L’epigenetica è lo studio delle modifiche ereditabili dell’espressione genica che non cambiano la sequenza del DNA, ma determinano se un gene viene “acceso” o “spento”.
In pratica, è come se avessimo interruttori molecolari (marcatori chimici) che regolano quali geni si attivano o no.
🔬 Esempi interessanti:
✅ Gemelli identici: hanno lo stesso DNA, ma fattori ambientali diversi (dieta, stress, inquinamento) possono far sì che esprimano geni in modo diverso → uno può sviluppare una malattia e l’altro no.
✅ Dieta e gravidanza: la nutrizione di una madre può modificare l’epigenoma del feto. È famoso lo studio della carestia olandese (1944-45): i bambini nati da madri malnutrite hanno avuto più rischio di diabete e problemi cardiaci da adulti.
✅ Ape regina e operaia: hanno lo stesso DNA, ma l’alimentazione con pappa reale cambia l’espressione genica → l’ape regina diventa fertile e vive molto più a lungo.
✅ Stress ed epigenetica: eventi traumatici possono lasciare “impronte epigenetiche” e persino essere trasmesse alle generazioni successive (alcuni studi lo ipotizzano nei discendenti di sopravvissuti a guerre o genocidi).
A scuola non mi hanno parlato
della luna e le sue fasi,
della terra e dei suoi cicli,
non mi hanno parlato della morte
come nascita,
non mi hanno parlato della sessualità
come sacra,
non mi hanno parlato del corpo
come tempio delle emozioni.
Mi hanno detto di adeguarmi,
di adattarmi,
mi hanno detto di sedermi
sempre nello stesso banco
e vedere le cose ripetutamente
da un solo punto di vista.
Mi hanno qualificata con dei numeri,
mi hanno fatta sentire a volte di più
ma quasi sempre meno di altri.
A volte meritavo,
altre volte no.
Mi hanno detto che ero distratta,
ribelle e irrispettosa,
mi hanno detto di stare zitta,
di studiare anche quello che non mi piace
e di prendere un foglio,
come se fosse una minaccia.
Volevano spaventarmi,
mi volevano sottomessa,
mi volevano sistemica,
mi volevano senza fiatare,
mi volevano obbediente,
mi volevano prolissa.
Ma nessuno ha mai voluto
che mi conoscessi.
Nessuno mi ha aspettata
nessuno mi ha chiesto,
nessuno si è fermato a guardarmi.
Quando esisterà una scuola
che guardi a ciascuno con attenzione?
Quando smetteremo di voler essere tutti uguali?
Siamo lupi battezzati da cani.
Voglio ululare alla luna
senza essere chiamata pazza,
voglio vivere al mio ritmo
senza programmare mete.
Voglio sentire senza paura.
Ti regalo la mia struttura,
ti regalo la mia produttività.
Lasciami libera, creativa,
e anche se non ti piace,
e anche se ti dà fastidio,
lasciami anche
selvatica.
- Milagros Neptuno -

Gabriele Mainetti (Roma, 7 novembre 1976) è un regista, sceneggiatore, attore, compositore e produttore cinematografico italiano. 😎😎😎
La città proibita (2025)
Action-drama con atmosfere da kung-fu movie, ambientato tra Roma e la comunità cinese. Cast: Enrico Borello, Yaxi Liu, Marco Giallini, Sabrina Ferilli, Luca Zingaretti.
Freaks Out (2021)
Favola dark ambientata nella Roma del 1943, con protagonisti “freaks” dotati di poteri speciali. Presentato a Venezia.
Lo chiamavano Jeeg Robot (2015)
Film cult: un supereroe di periferia a Roma, tra criminalità e redenzione. Ha vinto numerosi premi.
Tiger Boy (2012)
Cortometraggio che racconta la storia di un bambino che affronta un tema di abuso, vincitore del David di Donatello.
Basette (2008)
Corto omaggio a Lupin III, ironico e pop, già con lo stile di Mainetti.
Nero (2004)
Primo cortometraggio di Mainetti, un noir breve e crudo.

Libero da ogni condizionamento materiale e sociale.
È quello che dovremmo provare a fare tutti almeno per un solo periodo della vita.

I BISOGNI che l'adulto tende ad appagare attraverso il bambino (figli):
🧨Il bisogno di proiettare su altri le umiliazioni patite.
🧨Il bisogno impellente di trovare un canale di scolo per gli affetti vituperati.
🧨La necessità di manipolare un altro.
🧨L' esigenza di autodifendersi: essa è alleata dell'idealizzazione della propria 'infanzia e dei propri genitori dei quali si cerca di confermare i principi educativi "neri".
🧨Il bisogno di controllare la libertà del bambino: perche' essere soggetti liberi incute paura.
🧨Il bisogno di non far venire a galla i contenuti inconsci.
🧨L'esigenza di approcciarsi ai figli come per vendicarsi dei torti sperimentati.
Il bambino (i figli) seguirà fedelmente le linee guida del caregiver di riferimento;
se egli riceverà prediche, imparerà da grande a fare prediche; se lo si rimprovererà, imparerà a redarguire;
se lo si ammonirà, imparerà ad ammonire; se gli si userà violenza, imparerà ad agirla a sua volta, oppure a subirla;
se lo si umilierà, imparerà a mortificare;
se si uccidera' la sua anima, imparerà a distruggere.
estratto da "L' origine del male non è sconosciuta" su Amazon e in tutte le librerie ⬇️⬇️
- Marta Petrucci
