Resetta
Chi è il diavolo? 😈 - Gabriella Tupini
Stanco di anni di conflitto

Oggi alle 15 hanno parcheggiato davanti il mio cancello hanno aperto il cancelletto e hanno bussato alla mia porta. 
Ho pensato che fosse successo qualcosa di brutto e poi mi ha spiegato che sono venuti a prendere il mio numero di telefono per ritirare un atto relativo alla denuncia che hai fatto fare dal tuo avvocato per il mancato pagamento del mantenimento degli ultimi mesi, alla stazione di ***
I vicini hanno visto. E io mi sono sentito prevaricato dentro casa mia. Come se fossi un malvivente.

Io ho pagato 5 anni su 6, ti ho anche regalato l'assegno famigliare. Adesso che non ho soldi devo subire questa ennesima cattiveria. Io non ho soldi e non voglio più pagarti perché è giusto che adesso subentra il paritetico nell'affidamento di Thomas. Ognuno paga per sé, Thomas deve avere per intero i suoi due genitori. Thomas deve avere due risorse. No che un genitore vale più dell'altro. E comunque, Thomas non sta morendo di fame, sei mantenuta dai tuoi genitori e sei figlia unica e puoi permetterti cose costose, da come ho constatato: comprarti una macchina e pagare fatture di varie migliaia di euro del tuo dentista. Vestiti nuovi e tante cavolate che compri.

Da quando ti ho lasciata innumerevoli sono state le cattiverie che ho subìto da te. L'apice l'hai raggiunto quando hai sbattuto per rabbia nostro figlio contro un muro, da ubriaca in macchina. 

Tutto lo schifo che sto subendo da 7 anni a oggi deriva al 90% da colpa tua.
Io sono pulito. Io ho agito sempre al fine di prendermi cura di mio figlio e ho cercato più volte di andare d'accordo con te e collaborare.
Io sono pulito, se esiste il karma il mio è pulito.

Mi dispiace per me stesso per quello che mi succede e mi dispiace per Thomas che anche lui subisce il male che c'è tra i suoi due genitori. Anzi, da un genitore e l'altro mezzo genitore, considerato che Thomas può stare con me solo un giorno e mezzo a settimana. Gli altri giorni, se Thomas vuole stare con me, la decisione è a tua totale discrezione. 

È per questo che dico maledetto il giorno che ho fatto un figlio con te.

Io sono pulito. Tu sei marcia. I tuoi genitori che ti mantengono e ti manovrano sono malati di ignoranza e di vicissitudini degradate. Tuo nonno ti abusava sessualmente quando sei stata costretta a stare coi genitori di tuo padre perché non poteva ospitarti. I tuoi genitori non sono un esempio di buon senso. Tua madre, poi, che tradiva tuo padre col vicino di sopra, comportamento squallido e basico, come le telenovelas latinoamericane. E tuo padre che per ripiego, si è messo con una extracomunitaria che l'ha lasciato presto con un figlio.

Io sono un genitore migliore dei tuoi. Io non ti ho tradita. Ti ho detto in anticipo chi sono e cosa faccio. Ti ho detto fin dall'inizio che non sono un marito, che non credo nel matrimonio, non credo nella famiglia tradizionale e non credo nel fidanzamento. Ma credo nella missione di dare supporto e affetto a mio figlio, ai miei figli. A chi è più piccolo. Degli adulti non mi frega niente. Ma sono il più possibile onesto con loro. Come lo sono stato con te. 

Quando eri incinta c'eravamo promessi che non ci sarebbero stati avvocati, che avremmo fatto belle cose per Thomas. Magari ci fossero stati solo gli avvocati in mezzo a me a te e a Thomas! Invece ci sono stati anche giudici del tribunale minorile, poliziotti e carabinieri, assistenti sociali, avvocati curatori, psicologi, udienze, perizie sulle nostre persone e sulle nostre case, sulla scuola e sulla sanità di Thomas. Questa è una delle peggiori cose che possono succedere a un anarchico come me.

La tua gelosia, la tua possessività, la tua vendetta nei miei confronti è ignobile. La tua possessività nei confronti di Thomas è ignobile.

Io sto nel giusto. Lo so che lo sai, perché accetti le mie parentesi di desiderio di tregua e di pace con te, in cui ci riavviciniamo anche intimamente, per stare insieme con Thomas. Per il nostro bene generale. Se fossi malevolo, un traditore un vigliacco, un abusatore, uno squilibrato, non avresti fiducia in me e taglieresti i rapporti.

Di me mi frega poco delle cattiverie che mi hai fatto e mi stai facendo, perché io sto nel giusto, io il meglio di me l'ho fatto e lo sto facendo. Mi sono spesso riavvicinato a te con seri propositi di organizzazione, con l'anima benevola. 

Il paritetico che da tanto propongo di fare, lo respingi di continuo. Perché vuoi i soldi del mantenimento. Perché ti obbligano i tuoi genitori che a loro volta ti mantengono. Perché hai paura di stare da sola dentro casa senza Thomas per un periodo. O forse per qualche deviata opinione pedagogica che hai in testa o che ti hanno messo in testa. 

Il paritetico ci farebbe ricominciare da capo. Smetterebbe lo sfruttamento economico da parte tua su di me. Ci sarebbe equità, ci sarebbero le basi per la pace, la fiducia reciproca e per la collaborazione e l'organizzazione ai fini del benessere di Thomas. Ci permetterebbe di aiutarci mutuamente.

Penso che sei troppo debole per una cosa del genere.

È di Thomas che mi dispiace di più, che ha due genitori che sono nemici tra loro. Che invece di collaborare per una missione importante si odiano e sprecano risorse. 

La mia coscienza è pulita. Un giorno Thomas lo capirà da se. O forse l'ha già capito considerato che manifesta di voler stare sempre più spesso con me a casa mia.

Sei manovrata, non sei capace di pensare. Agisci per possessività, per gelosia, per furbizia, per diffidenza e per avidità. E di questi motivi non so distinguere quelli che ti appartengono da quelli che ti hanno inculcata. Ti conosco. Ometti la verità e non sei trasparente.

Poi ti ho vista severa con Thomas, sei la tipica "madre" uguale alla maggioranza. Che sgrida minaccia e fa paura al bambino che non le ubbedisce. 

Su questa terra ci si deve stare per un motivo, per fare il meglio di se. È difficile trovare un buon motivo, la scelta è ampia, molti sembrano ottimi ma pochi sono quelli validi. È difficile riconoscerli è difficile anche sentirli. La retorica sociale, gli insegnamenti e le punizioni ricevute, inquinano il ragionamento e la coscienza. La vista diventa opaca e limitata. La paura, le preoccupazioni ci rendono rigidi al ragionamento e al cuore. Però, superati questi ostacoli, si inizia a intravedere il buon senso e il cattivo senso. L'azione che ha basi sbagliate e l'azione che ha basi giuste. E anche le azioni che hanno una base naturale, e che quindi vanno accettate per quelle che sono, seppur a volte non sono piacevoli.

E voglio dare il meglio di me, lo voglio dare anche per la mia bimba che sta per nascere 💞

L’etica non è democratica

Quello che è giusto rimane giusto anche se nessuno lo fa. Quello che è sbagliato rimane sbagliato anche se lo fanno tutti.

- William Penn

William Penn è stato un politico, scrittore e leader religioso inglese del XVII secolo, noto soprattutto per aver fondato la colonia della Pennsylvania in America del Nord.

Era un membro del movimento dei Quaccheri (Società degli Amici), un gruppo cristiano che predicava uguaglianza, tolleranza religiosa e rifiuto della violenza. Queste idee influenzarono profondamente il modo in cui organizzò la colonia.

Nel 1681 il re Carlo II gli concesse il territorio della Pennsylvania come pagamento di un debito verso la sua famiglia. Penn la trasformò in un esperimento di governo più libero e tollerante rispetto alle altre colonie dell’epoca, attirando coloni di molte religioni diverse.

Fondò anche la città di Philadelphia, che voleva dire “amore fraterno”, pensata come centro della colonia.

In breve: è una figura chiave nella storia della tolleranza religiosa e della nascita degli Stati Uniti coloniali.

Dalla creatività alla conformità
La Priorità del Bene Supremo

Se non riusciamo ad anteporre il bene superiore ai nostri desideri, rischiamo di perdere tutto.

L'universo che si evolve per osservare se stesso.

La frase più famosa in questa forma è attribuita a Carl Sagan:

“Siamo il modo in cui il cosmo conosce sé stesso.”

La formulazione — “L’universo che si evolve per osservare se stesso” — è una variazione molto vicina della stessa idea.

Cosa significa

L’idea è filosofica e scientifica insieme:

L’universo, attraverso miliardi di anni di evoluzione cosmica e biologica, ha prodotto esseri coscienti.

Gli esseri coscienti (noi, almeno per quanto sappiamo) sono parte dell’universo stesso.

Quando osserviamo stelle, galassie, leggi fisiche o riflettiamo sulla nostra esistenza, è quindi l’universo che, indirettamente, prende coscienza di sé.

In pratica:

gli atomi nel tuo corpo sono nati nelle stelle;

la vita emerge dalla materia;

la coscienza emerge dalla vita;

quindi la coscienza è una proprietà dell’universo emersa attraverso la sua evoluzione.

È una visione molto legata al naturalismo cosmico: non c’è separazione netta tra uomo e cosmo, ma continuità.

Un’interpretazione più profonda

La frase può essere letta in almeno tre modi:

Scientifico-poetico

La coscienza è il risultato dell’evoluzione cosmica.

Esistenziale

Cercare conoscenza non è qualcosa di “estraneo” alla natura: è una continuazione della natura stessa.

Quasi spirituale (senza necessariamente religione)

L’universo non è soo  materia, ma qualcosa che, attraverso la vita cosciente, arriva a contemplarsi.

Questa idea compare anche in pensatori come Pierre Teilhard de Chardin, Alan Watts e in parte in Baruch Spinoza, anche se con significati diversi.

La verità è il solo scudo efficace.

Meglio sembrare uno stronzo e non esserlo, che essere una merda e non sembrarlo.

La verità sostiene l'onesto, la menzogna protegge il codardo e il tradimento rivela il miserabile.

Martin Scorsese

Chi è Martin Scorsese

Martin Scorsese è uno dei registi più influenti della storia del cinema americano. Nato il 17 novembre 1942 nel quartiere di Queens a New York, è cresciuto soprattutto a Little Italy, a Manhattan, ambiente che avrebbe segnato profondamente i suoi film: criminalità, cattolicesimo, senso di colpa, famiglia, violenza e redenzione sono temi ricorrenti nella sua opera.

Ha diretto film diventati classici come Taxi Driver, Goodfellas, Raging Bull, Casino e The Irishman.

I genitori: che lavoro facevano

I suoi genitori erano figli di immigrati siciliani.

Il padre

Charles Scorsese lavorava principalmente come stiratore e addetto nell’industria dell’abbigliamento nel Garment District di New York. In alcuni periodi fece anche l’attore in piccoli ruoli nei film del figlio.

La madre

Catherine Scorsese era sarta e cucitrice. Anche lei apparve in diversi film di Martin; la scena famosa della cena improvvisata in Goodfellas con la madre di Tommy è praticamente lei stessa nella vita reale: spontanea, loquace, molto italiana.

Scorsese racconta spesso che i suoi genitori erano affettuosi ma severi, molto cattolici e profondamente legati alla cultura siciliana. La famiglia viveva in appartamenti piccoli, rumorosi e pieni di parenti e vicini.

Dove ha abitato e com’è cresciuto

Little Italy

Scorsese è cresciuto soprattutto tra Elizabeth Street e Mulberry Street, nel cuore di Little Italy.

Negli anni ’40 e ’50 il quartiere era molto diverso da oggi:

forte presenza mafiosa;

famiglie italiane molto unite;

vita quasi interamente di strada;

cattolicesimo quotidiano;

povertà operaia ma forte senso comunitario.

Da bambino soffriva di asma grave, quindi non poteva giocare molto fuori. Questo fu decisivo: passava moltissimo tempo al cinema con i genitori. Disse più volte che il cinema diventò “la sua finestra sul mondo”.

Questa condizione lo rese molto osservatore. Guardava:

i gangster del quartiere,

le discussioni familiari,

i rituali religiosi,

la violenza improvvisa,

il linguaggio della strada.

Tutto questo finirà poi nei suoi film.

Il rapporto con la religione

Da ragazzo pensò seriamente di diventare prete. Frequentò anche un seminario preparatorio cattolico.

Il conflitto tra peccato e redenzione diventerà centrale nel suo cinema:

Mean Streets

Silence

The Last Temptation of Christ

Scorsese ha spesso detto che, anche quando ha smesso di voler fare il sacerdote, ha continuato a pensare “da cattolico”.

Aneddoti interessanti

Non doveva fare il regista

Per via dell’asma e del carattere introverso, nessuno immaginava che sarebbe diventato una figura dominante nel cinema americano. Lui stesso pensava più alla religione che al cinema.

Era ossessionato dai film fin da bambino

Guardava continuamente western, melodrammi e film italiani. Amava molto Roberto Rossellini e Federico Fellini.

Il montaggio velocissimo nasce dalle strade di New York

Il suo stile frenetico deriva anche dal ritmo della città: musica nei bar, litigi, traffico, gente che parla sopra gli altri.

La mafia nei suoi film non è “romantica”

Molti pensano che glorifichi i gangster, ma Scorsese ha spiegato più volte che voleva mostrare il fascino iniziale e poi il vuoto morale e la paranoia di quel mondo.

La madre cucinava davvero sul set

In alcune produzioni portava cibo agli attori e alla troupe. Robert De Niro raccontò che l’atmosfera sembrava quella di una famiglia italiana vera.

Come ha vissuto il successo

Negli anni ’70 faceva parte della “New Hollywood” insieme a:

Francis Ford Coppola

Steven Spielberg

George Lucas

Brian De Palma

Ha attraversato anche periodi difficili:

dipendenza da cocaina negli anni ’70;

ricoveri ospedalieri;

paura di morire giovane.

Dopo Raging Bull disse di aver praticamente “salvato la propria vita” tornando a lavorare seriamente.

Negli ultimi decenni è diventato anche uno dei più grandi restauratori e difensori del cinema mondiale attraverso The Film Foundation, che preserva film storici deteriorati.

Il suo stile di vita e carattere

Chi lo conosce lo descrive come:

estremamente colto;

energico;

velocissimo nel parlare;

ossessionato dalla storia del cinema;

emotivo e autoironico.

Nonostante il successo enorme, è rimasto molto legato alle sue origini italiane e newyorkesi. Ancora oggi parla spesso dell’infanzia a Little Italy come del luogo che ha creato tutto il suo immaginario artistico.

Martin Scorsese & Robert De Niro on the set of "Taxi Driver (1976)"

Mi manchi cucciolo

Mi manchi cucciolo 💕
Hai anche un secondo genitore che vale quanto l’altro.
Perché deve esserci questo maledetto mostro che ci separa?
Questo mostro disperato e non autosufficiente. Questo mostro orgoglioso, incapace di dire e riconoscere la verità.
Questo mostro con la pena della sofferenza dell’abbandono.
Questo mostro che non sa ragionare, avido di soldi e di rivalsa.

Chi pensa e chi segue

Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare. 

(Fabrizio De André)

attendere...