A sostegno delle parole di Paola Cappellin sulla vicenda della “famiglia nel bosco”
Con questo articolo voglio esprimere il mio pieno sostegno alle parole di Paola Cappellin, che condivido profondamente. Il suo intervento sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, al centro della cronaca di questi giorni, solleva questioni che non possono essere ignorate.
Con amara ironia, Paola richiama l’attenzione sull’inefficacia — e talvolta sulla pericolosità — di assistenti sociali e tribunali dei minori, spesso incapaci di intervenire dove sarebbe davvero necessario, ma pronti ad agire con durezza in situazioni che non lo richiederebbero.
Nel caso della famiglia nel bosco, con il pretesto di tutelare i diritti dei bambini, questi sono stati strappati ai genitori e alla loro vita. Più che una misura di protezione, questa decisione appare come una punizione verso chi ha scelto un modello di vita diverso, dimostrando che è possibile vivere anche al di fuori delle sovrastrutture imposte dal sistema.
Paola Cappellin https://www.facebook.com/paola.cappellin
(video) https://www.facebook.com/share/v/1Dk4Em9uf5
"Mi prendo questo momento di pausa perché volevo fare i miei più sinceri complimenti a tutte quelle figure che ritengo, che ho sempre ritenuto, estremamente inutili, anzi deleterie, in questo paese, che sono gli assistenti sociali e i tribunali dei minori. Figure incapaci di agire dove serve, vedi ultimamente i due bambini uccisi dalle madri, oppure quotidianamente i casi di tutti i bambini rom che a scuola proprio non ci vanno e le uniche cose che imparano a casa è delinquere, rubare e nient'altro, ma riescono invece ad andare a rompere i coglioni e fare danni dove tutto filerebbe liscio.
Ovviamente sto parlando del caso della "famiglia nel bosco", dove con la scusa di tutelare i diritti dei bambini questi sono stati brutalmente strappati alle loro famiglie, i loro genitori e alla loro vita felice. Ovviamente è chiaro che questo gesto non è a tutela proprio di nessun diritto di nessun bambino, ma è molto evidentemente un voler punire chi non si adegua, chi sceglie diversamente, chi dimostra pericolosamente di poter vivere benissimo, anzi meglio, senza tutte quelle sovrastrutture che ci impone questo sistema di merda e a cui tutti, che ci piaccia o no, ormai ci siamo rassegnati, io compresa ovviamente.
I commenti pro decisione di portare via i bambini sono tutti più o meno sulla falsariga del dire: "ma questi bambini che non frequentano i loro pari, da adulti saranno degli emarginati, degli isolati". Cosa che secondo me è un pensiero estremamente errato. perché dico questo? perché a mio parere la socializzazione e la felicità di un bambino non dipende dalla quantità di persone che frequenta. Se pensiamo poi che ormai la maggioranza dei minori è insieme solo fisicamente, ma poi di fatto è totalmente assorbita, e rincoglionita da smartphone, tv, tablet e chi più ne ha più ne metta, ci immaginiamo che un bambino sia emarginato se non frequenta una classe di trenta alunni, se non mangia alla mensa, se non vive la routine.
Ma la verità è che l'isolamento dipende dalla mancanza di comunicazione, cosa molto attuale, e non dalla mancanza di folla. E la scuola parentale che i genitori di questi bambini hanno deciso per loro non è isolamento, non è mancanza di socializzazione, non è una cosa negativa, è una scelta consapevole e tra l'altro legale in Italia.
Nelle classi pollaio che conosciamo, nella normalità diciamo, nella nostra normalità, si verificano spessissimo episodi di bullismo, di cattiverie fra minori, appunto fra i bambini, di umiliazioni. Questo perché i bambini vengono lasciati soli emotivamente, nonostante ci siano numerosissimi professori. Un bambino può sentirsi molto più solo in mezzo duecento coetanei piuttosto che in una famiglia che lo apprezza, lo valorizza, gli insegna i veri valori della vita, non lo umilia e appunto lo apprezza per quello che è, e non per quello che deve diventare.
In questo modo avrà una forza interiore, una consapevolezza di sé e del mondo che lo circonda e una determinazione che pochi ad oggi posseggono. E a mio parere è proprio questo che spaventa: che esistono al mondo persone in grado di ragionare davvero, di riconoscere autenticamente il giusto dallo sbagliato, il vero dal falso, che possano riuscire a vivere autonomamente senza aver bisogno di tutte quelle sovrastrutture che ci impone il sistema e che quindi possano ribellarsi ad esso ed insegnare ad altri a farlo.
Quindi in conclusione io penso che questi bambini non crescerebbero più emarginati, più isolati. crescerebbero molto più forti, molto più consapevoli, molto più pericolosi per il sistema, perché il loro essere fuori dal mondo in realtà è quello che li renderebbe molto più liberi e molto più vicini alla verità. E la verità ad oggi è che voi che li avete strappati alla loro vita fate schifo."